Responsabilità medica e sanitaria

La più antica testimonianza scritta, nella storia dell’umanità, della responsabilità del medico la si trova nel codice del re babilonese Hammurabi (2123-2091 a.C.).

Trattasi del più antico codice di leggi conservatosi integralmente, oggi custodito a Parigi nel Museo del Louvre.

Il fenomeno della responsabilità medica e sanitaria (o malasanità o medical malpractice), nonostante siano trascorsi oltre quattro millenni da questa prima testimonianza scritta, è quanto mai attuale.

Oggi assistiamo ad un duplice fenomeno:
da un lato la scienza medica ha compiuto passi da gigante e le tecniche di diagnosi e di cura sono divenute sempre più sofisticate ed efficienti tanto da consentire il raggiungimento di traguardi fino a qualche anno fa insperati;
dall’altro lato, nell’ultimo ventennio, c’è stato un aumento esponenziale di casi di responsabilità medica e sanitaria.

Ciò, paradossalmente, soprattutto in quei paesi, come l’Italia, che maggiormente hanno contribuito al progresso scientifico ed in cui l’assistenza sanitaria ha raggiunto i più alti livelli di efficienza.

Non passa giorno in cui televisioni o giornali non raccontino di episodi o fatti incresciosi provenienti da ogni parte d’Italia.

In questo scenario da un lato c’è una classe medica numerose volte ingiustamente sotto accusa, dall’altro lato c’è una cittadinanza inerme, disorientata, spesso terrorizzata dall’intraprendere un’azione legale volta a tutelare i suoi interessi ed a veder riconosciute le proprie ragioni.

Il legislatore italiano, preso atto del fenomeno in continua ascesa, è intervenuto negli ultimi anni nella specifica materia sia prevedendo l’obbligo di assicurazione della R.C. professionale per medici e strutture sanitarie, sia disciplinando la responsabilità civile e penale dell’esercente la professione sanitaria prima con il decreto Balduzzi (D.L. 13 settembre 2012 n. 158, convertito, con modificazioni, in L. 8 novembre 2012 n. 189) e poi con la legge Gelli (L. 8 marzo 2017 n. 24), che rappresenta una riforma epocale in ambito di responsabilità medica e sanitaria.

In questo complesso contesto fattuale e normativo è indispensabile saper (o poter) distinguere con specialisti della materia i casi di responsabilità medica e sanitaria dall’evento avverso non imputabile e, nel primo caso, sempre con l’ausilio di tali specialisti essere resi edotti dei propri diritti e messi in grado di utilizzare al meglio tutti gli strumenti messi in campo dal legislatore.

Il paziente che non è stato compiutamente informato dal medico o dalla struttura sanitaria dei rischi del trattamento sanitario e che comunque ha subito un danno alla persona, temporaneo o permanente, dal loro operato (vuoi l’aggravamento della patologia in atto, vuoi l’insorgenza di un’affezione) ha diritto ad ottenere il risarcimento del danno.

In caso di gravi menomazioni del paziente a seguito del trattamento sanitario anche i suoi familiari hanno diritto ad ottenere il risarcimento del danno.

In caso di decesso del paziente a causa del trattamento sanitario i suoi familiari hanno diritto ad ottenere il risarcimento del danno per il decesso del congiunto.

Per ottenere il risarcimento il paziente-creditore dovrà dimostrare:
– la fonte del rapporto contrattuale tra le parti;
– l’aggravamento della patologia o l’insorgenza di un’affezione;
– l’inadempimento qualificato della struttura sanitaria e/o del medico e, cioè, quello astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato.

Il debitore (struttura sanitaria e/o medico), per sottrarsi alla responsabilità, dovrà dimostrare che tale inadempimento non vi è stato oppure che, pur esistendo l’inadempimento, esso non è stato eziologicamente rilevante.

Lo Studio legale Liguori & Liguori offre con successo consulenza, assistenza e difesa su tutto il territorio nazionale sia alle vittime della malasanità ed ai loro congiunti, sia ai medici ed alle strutture sanitarie al fine di far valere i loro legittimi diritti orientandoli ed indirizzandoli nella selva di norme, orientamenti giurisprudenziali e zone grigie di responsabilità o irresponsabilità costituite da caso fortuito, complicanza e fatto ignoto.