Enzo Liguori (30/1/1925 – 5/6/2000)

LA VITA

Nasce da una famiglia di pastai di Gragnano proprietari dell’omonimo pastificio fondato nel 1820.

Perde il padre all’età di tre anni e cresce con la madre ed uno zio paterno.

Da giovane imprenditore ha idee innovative sull’automazione della lavorazione della pasta e sulla pubblicità ma entra in dissidio con i due zii che gestiscono il pastificio.

Lascia il pastificio e regala le sue quote al fratello e alla sorella.

Diventa ufficiale dei Carabinieri e presta servizio per sei anni a Firenze: “sono stati gli anni più belli della mia vita”, ripete spesso.

Successivamente lascia l’Arma e apre il primo studio legale nell’anno 1954.

Dotato di uno spiccato intuito giuridico assolutamente fuori dal comune, è unanimemente riconosciuto come uno dei papà dell’infortunistica stradale, materia che inizia da subito a trattare con successo in un periodo che precede di molti anni la legge sull’assicurazione obbligatoria dei veicoli e natanti.

Negli anni successivi apre altri due studi legali.

Nel dicembre 1979 una malattia lo allontana dal lavoro per circa un anno e mezzo, nel corso dei quali viene sostituito dal figlio Michele, atleta professionista di Basket e studente universitario iscritto alla facoltà di Giurisprudenza.

Al rientro chiede al figlio – che nel periodo di sua prolungata assenza non solo ha brillantemente mantenuto in vita gli studi legali ma addirittura li ha implementati ed è riuscito anche a continuare a studiare – di stargli accanto e lavorare con lui.

I due si suddividono i compiti: Enzo cura il contenzioso penale delle materie trattate e le trattative stragiudiziali con le imprese di assicurazione; Michele cura tutto il contenzioso civile, l’organizzazione degli studi e l’amministrazione.

Gli studi legali, con l’apporto di entrambi, crescono esponenzialmente.

Lavora incessantemente e con ritmi proibitivi fino agli ultimi giorni di vita.

IL CARATTERE E LA PERSONALITÀ

Un uomo dal carattere forte ed autoritario, ma al contempo istrionico, amante della vita e delle cose belle, Enzo ha dedicato la maggior parte della sua vita al lavoro, sua vera grande passione.

Molte sono state le sue virtù, molti i suoi vizi: amava stare con gli amici, sentirsi sempre al centro dell’attenzione e aveva la faccia tosta necessaria per farsi notare in ogni occasione.

Ogni cosa doveva essere fatta al massimo: o tutto o niente, che si parlasse di lavoro o di divertimento.

Molti sono stati gli sport da lui amati da giovane quali: canottaggio, automobilismo, podismo, ippica ed altri.

Smisurata è stata la passione per lo stare insieme: carattere estroso ed amante del divertimento Enzo possedeva gusto per la poesia – che amava recitare in pubblico – e le raffinatezze.