Responsabilità per trasfusioni di sangue infetto ed emoderivati

Le trasfusioni di sangue ed emoderivati sono pratiche cliniche rischiose in quanto in grado di provocare gravi danni alla persona ed in alcuni casi anche la morte del paziente.

E’ stato accertato che le infezioni con i virus HBV (epatite B) scoperto nel 1978, HIV (AIDS) scoperto nel 1985 e HCV (epatite C) scoperto nel 1988, possono essere contratte a causa di assunzione di emotrasfusioni o di emoderivati con sangue infetto o non testato.

Il danneggiato da tale pratica clinica ha diritto ad ottenere oltre all’indennizzo ex L. 25 febbraio 1992 n. 210 anche il risarcimento del danno.

In caso di gravi menomazioni della vittima anche i suoi familiari hanno diritto ad ottenere il risarcimento del danno.

In caso di decesso della vittima i suoi eredi hanno diritto ad ottenere l’indennizzo una tantum ed unitamente ai suoi familiari il risarcimento del danno per il decesso del congiunto.

Non è sempre facile dimostrare il nesso causale tra trasfusione e danno anche per i lunghi tempi di latenza delle infezioni.

Così come non è sempre chiaro chi sia il responsabile del danno: il Ministero della Salute (che ha il compito fondamentale di provvedere sia alla tutela della salute pubblica che di garantire la sicurezza delle trasfusioni di sangue e della preparazione e distribuzione degli emoderivati), la struttura sanitaria (che ha praticato la trasfusione) o il fornitore del sangue e degli emoderivati.

La differenza non è di poco conto per:
– il soggetto a cui inviare le richieste di risarcimento;
– i diversi termini di prescrizione del diritto applicabili a seconda di chi sia il debitore-responsabile;
– i diversi danni risarcibili;
– i diversi oneri probatori posti a carico del danneggiato.

Di qui l’assoluta necessità, in tali casi, di avvalersi di specialisti della materia.

Anche i termini di prescrizione del diritto sono diversi a seconda di chi sia il debitore-responsabile.

Lo Studio legale Liguori & Liguori offre con successo consulenza, assistenza e difesa su tutto il territorio nazionale alle vittime di trasfusioni di sangue ed emoderivati ed ai loro congiunti al fine di far valere i loro legittimi diritti orientandoli ed indirizzandoli nella selva di norme e orientamenti giurisprudenziali.